FRANCESCO PILOTTO, LO PSICOLOGO DELLO SPORT CHE I RAGAZZI CHIAMANO “PROF”
Sempre più importante e sempre più richiesto è il ruolo dello psicologo dello sport. Il Campodarsego Calcio ha deciso di dotarsi ormai da cinque anni di una figura essenziale per gestire al meglio il gruppo nelle formazioni giovanili. Dalla Juniores alle squadre della scuola calcio il compito è affidato a Francesco Pilotto. “Posso già dire che le cose stanno funzionando per il meglio”, esordisce Pilotto. “Ho la fortuna di lavorare bene in questa società da ben cinque anni. Nel primo anno svolgevo anche il ruolo di allenatore, poi d’accordo con i responsabili Maurizio Bedin e Corrado Ferro si è deciso di concentrarsi totalmente sull’attività di psicologo. Posso dire che ho creato un ottimo rapporto con tutti gli allenatori e che ormai la macchina è ben rodata, dato che se ci sono dei problemi sono loro a contattarmi direttamente”. Il rapporto più stretto Pilotto lo sta intrattenendo con i tecnici, ma non solo. “Cerco di conoscere tutti i ragazzi dell’attività agonistica. Quando arriva un nuovo giocatore mi fermo a fare una chiacchierata con ognuno di questi di 20-30 minuti in modo tale da poter poi gestire al meglio il gruppo squadra, d’accordo con gli allenatori. Fino all’anno scorso facevo la stessa cosa anche con i bimbi della scuola calcio, ma da quest’anno si è deciso di intrattenere solamente un rapporto diretto con i tecnici. Spetta a loro poi indicarmi eventuali criticità. Per i bimbi ho un po’ il ruolo di supporto esterno. Quello che faccio però per quanto riguarda la scuola calcio è cercare di individuare, assieme ai responsabili, gli allenatori che hanno prima di tutto le qualità umane che possono far crescere i bambini e di conseguenza il gruppo. Dobbiamo avere prima di tutto dei bravi educatori”. “Una volta alla settimana faccio un sopralluogo tra i campi in cui si allenano le nostre squadre”, aggiunge lo psicologo. “Ho un ottimo rapporto con gli allenatori e con i ragazzi, che mi chiamano Prof. Adesso sarebbe bello riuscire a coinvolgere maggiormente i genitori negli incontri di formazione che come società organizziamo”.
