Concluso il Campodarsego Camp: due settimane di sport, vita e divertimento
Si è concluso venerdì scorso, 24 giugno, con soddisfazione e divertimento da parte dei giovanissimi calciatori che vi hanno partecipato, il Campodarsego Camp.
Nell’arco delle due settimane, hanno partecipato alle attività circa novanta ragazzi dai 6 ai 13 anni. Sette, invece, gli istruttori impegnati: oltre ai due coordinatori Maurizio Bedin, capitano della prima squadra, e Alessandro Bonello, allenatore degli Esordienti 2003, c’erano Alberto Buson, calciatore della prima squadra cresciuto nel nostro settore giovanile, Fabio Bertocco, allenatore Uefa B, Pietro Misticoni, laureato in Scienze Motorie, Alessandro Stocco, studente al secondo anno dello stesso corso di laurea, e Matteo Irmici, allenatore e colonna preziosa del nostro settore giovanile
“Quest’anno, d’accordo con Mirko Maggiolo e Tiziano Gallo, abbiamo deciso di dedicare due settimane – dal lunedì al venerdì – a questo importante appuntamento nel ca
lendario delle attività organizzate dal settore giovanile”, il resoconto del responsabile del settore giovanile, Alberto Cagnin. “Abbiamo cercato di impostare un Camp che offrisse ai ragazzi più contenuti possibili, sia dal punto di vista relazionale che tecnico. Per questo, assieme a Maurizio Bedin e Alessandro Bonello, abbiamo ideato una giornata-tipo basata su due momenti fondamentali che perseguivano obiettivi confluenti ma diversi nei contenuti: il primo momento iniziava al mattino e prevedeva attività che mettessero insieme i valori della relazione interpersonale, il senso dell’amicizia, della condivisione e del senso di appartenenza; al secondo momento veniva dato più spazio al pomeriggio attraverso una serie di proposte propedeutiche all’allenamento del giovane calciatore. Non dimentichiamo poi che mercoledì si è svolta l’uscita in piscina presso la bellissima struttura del Gabbiano. Questa organizzazione ci ha permesso di consentire alle famiglie di poter scegliere se far partecipare il proprio figlio solo al mattino, solo al pomeriggio o tutta la giornata”.
Maurizio Bedin, coordinatore delle attività del mattino, spiega così l’organizzazione: “Con i ragazzi nati dal 2003 al 2005, la mattinata è stata dedicata ad attività prevalentemente ludiche: i tornei organizzati dai ragazzi stessi, la merenda insieme, le esercitazioni sui tiri in porta; per i più piccoli, invece, Alberto Buson e Matteo Irmici hanno organizzato giochi di varia natura con la palla, come ad esempio la pallamano, giochi di destrezza come il “rubapalla”, e partitine divertenti”.
“Nel pomeriggio”, spiega invece Alessandro Bonello, “abbiamo puntato sulla trasmissione di concetti educativi, coordinativi e tecnici. I ragazzi, divisi in dei piccoli gruppi per età, sono stati coinvolti in un percorso organizzato in tre fasi: la prima di proposizione ed eventualmente correzione del gesto tecnico, della postura e della coordinazione; la seconda di percorsi, giochi, esercizi, e una terza di gioco, nella quale si organizzavano partite e mini-tornei”.
Non sono mancati momenti emozionanti: venerdì 17, per esempio, ragazzi e istruttori si sono ritrovati tutti insieme a seguire la partita degli Europei tra Svezia e Italia, cantando a squarciagola l’inno di Mameli prima della gara.
“Per quanto riguarda le attività che ho coordinato”, prosegue Maurizio Bedin, “indubbiamente un punto di forza è st
ato l’avere provato a lasciare liberi i ragazzi, offrendo loro uno spazio con pochi vincoli, dove noi adulti responsabili eravamo presenti come riferimento; in questa specie di “oratorio”, insomma, il punto di forza è stato verificare che i ragazzi si organizzavano e si abituavano a gestire la partitella e il gioco, attraverso un processo di responsabilizzazione che li fa crescere e rendere più consapevoli, tanto che molti ci hanno chiesto di organizzare anche una terza settimana di attività. una terza settimana. Credo che qualsiasi istruttore, educatore, allenatore abbia un ruolo molto importante per il futuro sportivo dei ragazzi che incontra. Credo sia fondamentale trasmettere amore: amore che egli stesso prova per il calcio; i ragazzi si accorgono di questo e si innamorano di questo sport, accettando di provare e mettersi in gioco, perché loro amano soprattutto giocare, come abbiamo visto anche in queste due settimane”.
“Il ruolo dell’istruttore”, conclude Alessandro Bonello, “è sicuramente carico di responsabilità. Siamo prima di tutto istruttori di vita e dobbiamo dare l’esempio in ogni situazione, quindi se chiediamo ai nostri ragazzi di raccogliere il materiale utilizzato durante l’allenamento, noi dobbiamo essere i primi a farlo con loro. Passione, entusiasmo e divertimento vanno trasmessi attraverso il nostro atteggiamento, la cultura del lavoro, il senso di sacrificio, la voglia di migliorarsi, il rispetto, il coraggio, la determinazione e l’umiltà”.
Infine, parola ad Alberto Cagnin per il bilancio conclusivo: “Vorrei ringraziare tutti: i ragazzi e le famiglie che hanno partecipato con entusiasmo coinvolgente; tutto lo staff di istruttori appassionati, preparati e competenti, per l’impegno profuso e per avere concretizzato l’idea di offrire ai ragazzi un’ampia gamma di attività, finalizzate al gioco e all’apprendimento; i segretari Carrie Marsura e Massimo, sempre attenti e disponibili a darci una mano, sia nelle operazioni preliminari di iscrizione che nel coordinamento dell’operazione mensa gestita da una struttura esterna di qualità ed esperienza collaudate. Ci sono anche tantissime altre persone che hanno lavorato con passione e amore per il Campodarsego e per i nostri ragazzi. Ringrazio tutti di cuore, perché è grazie a loro che il nostro Camp ha funzionato ed ha avuto successo, quindi ovviamente spero che l’esperienza possa avere continuità. Appuntamento al prossimo anno!”.
