Juniores, stavolta i rigori sono amari: in semifinale ci va l’Imolese, Campodarsego ko a testa altissima
Si spegne ai quarti di finale il sogno della Juniores. Il Campodarsego, in vantaggio sull’Imolese fino all’87’, pareggia 1-1 al “Gabbiano” e cade ai calci di rigore. Una vera beffa , perché dopo il pareggio arrivato solo a tre minuti dal novantesimo, la squadra di Max Vidale cede dagli undici metri, che invece agli ottavi erano stati fortunati.
La partita comincia subito bene per i padroni di casa: al 4′ Stanzani ha un’indecisione in uscita, Menale interviene sulla palla in anticipo e viene steso dal portiere imolese. Per l’arbitro è rigore, e Nalesso dagli undici metri non sbaglia, calciando forte e centrale. Dopo aver rischiato il bis, al 15′, con il sinistro di Faggin murato da Pelliconi, il Campodarsego arretra un po’ il baricentro con l’Imolese che comincia a prendere campo. Al 27′, sul cross di Giangregorio, Bolognesi gira di testa la sfera sopra la traversa, e in un altro paio di occasioni Cazzaro deve tuffarsi alla sua destra per sventrare i fendenti di Protino, ripetendosi poi al 42′ sulla punizione velenosa di Fabbri. L’Imolese preme anche dopo l’intervallo: al 5′ Fabbri colpisce il palo con un sinistro potente, sulla respinta Giangregorio trova la rete ma l’arbitro annulla per fuorigioco. La gara si accende, le occasioni fioccano e a quella emiliane replicano le chance costruite ma non sfruttate da Nalesso (che ruba palla al difensore ma calcia a lato), Menale (miracoloso Stanzani al 14′) e Simonaggio, su cui esce bene il portiere. Al 42′ la doccia fredda: su uno spiovente dalla sinistra la difesa del Campodarsego si dimentica di Salvatori, che in tuffo di testa batte Cazzaro e trova il pareggio al tramonto del match. Dopo il concitato finale, si va ai calci di rigore: Ruffato si fa respingere il primo, ma Cazzaro si oppone alla quarta conclusione emiliana, calciata da Nuzzaci. All’ultimo tentativo, Landini segna mentre Faggin trova la parata di Stanzani: in semifinale ci va l’Imolese, ma il Campodarsego esce a testa altissima e tra i grandi applausi del “Gabbiano”.
